Pietro Molinaro

HO CHIESTO A ZUCCATELLI DI DIMETTERSI INDICANDOGLI 7 BUONI MOTIVI

OGGETTO: RICHIESTA DIMISSIONI DA COMMISSARIO AD ACTA
SANITA’ CALABRIA – 7 BUONI MOTIVI


Egr. Sig. Giuseppe Zuccatelli
nelle mie funzioni di consigliere della Regione Calabria, Le chiedo le
dimissioni dall’ incarico di Commissario ad acta per la sanità in Calabria.
Faccio appello alla sua esperienza, 74 anni di età e 42 anni nella sanità
(dal suo cv pubblico si rileva che la sua prima esperienza è iniziata
l’1/1/1978 presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo),
affinché prenda atto che non sussistono le condizioni minimali affinché Lei
eserciti l’incarico a cui è stato chiamato dal Governo.
Le elenco 7 buoni e sufficienti motivi che giustificano la mia richiesta.

  1. Lei non è idoneo, per le leggi dello Stato italiano, a dirigere un Ente
    del servizio sanitario nazionale. Lei è consapevole che il decreto
    legislativo 4 agosto 2016, n.171 ha istituito l’Elenco nazionale
    idonei all’incarico di direttore generale degli Enti del Servizio
    Sanitario Nazionale. E’ l’elenco a cui, per legge, si deve attingere
    quando si sceglie il direttore generale di un’azienda sanitaria. Ed è un
    elenco a cui si accede dimostrando di possedere i titoli necessari a
    garantire la professionalità e la competenza che serve per gestire
    un’azienda sanitaria. Ebbene, Lei è consapevole di non essere iscritto
    nel suddetto elenco reperibile al seguente link
    http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=
    4627&area=professionisanitarie&menu=vuoto&fbclid=IwAR1ZzdLB3lxoO-6epscIHT4nDIPbj21x30g8BqUCSvPxjfE56ZPcP5zdktA
    Con quale diritto e coscienza si può accingere ad accettare l’incarico
    di Commissario ad acta? Come può farlo, consapevole dei suoi limiti
    professionali, in modo particolare nella situazione straordinaria ed
    unica, provocata dall’emergenza Covid?
  2. Per l’assolvimento dell’incarico di Commissario ad acta è necessario
    essere e poter provare di essere, un tecnico qualificato e non soggetto
    a condizionamenti politici. E questo non è il suo profilo.
    Lei è stato candidato, non eletto, alla Camera dei deputati, il 4 marzo
    2018, nella lista del partito del Ministro della Salute, Speranza,
    ovvero il partito di Liberi e Uguali. E non è stata una candidatura
    spot. Lei viene da una storica e pubblica appartenenza al Partito
    Comunista Italiano, come le viene riconosciuto dalla stampa di
    Ferrara, la Sua città di origine. E’ passato al Partito Democratico, e
    per questo partito è stato consigliere comunale di Cesena. Negli ultimi
    anni, seguendo il suo mentore, Bersani, è transitato nel nuovo partito
    “Liberi e Uguali”. Con questo lungo e fervido curriculum politico,
    come può assicurare alla Repubblica Italiana ed ai cittadini calabresi
    l’indipendenza da condizionamenti politici nell’assolvimento del suo
    mandato? Semplicemente, non può!
    Ciò è grave in sé, ma lo è ancora di più se si considera che la Calabria
    è in piena campagna elettorale per l’elezione del Presidente della
    Regione e del Consiglio Regionale, dopo la prematura scomparsa della
    Presidente Jole Santelli. Ad oggi, il Governo ha previsto che le elezioni
    si potranno svolgere nel prossimo febbraio 2021. Se Lei non
    rinuncia all’incarico di Commissario per la sanità calabrese,
    conferma solo di voler trascorrere i prossimi 90 giorni a fare
    campagna elettorale per il suo partito, sfruttando l’incarico di
    Commissario.
  3. La sua inadeguatezza per il ruolo Le è contestata dall’Ordine dei
    medici della provincia di Cosenza con l’Appello sottoscritto dal
    presidente dott. Eugenio Corcioni. Con il documento ampio ed
    articolato, si fornisce una disamina della situazione della sanità
    calabrese e si chiede il superamento del sistema del
    commissariamento e dell’uomo solo al comando. Nel descrivere la
    situazione attuale i medici si esprimo anche sulla sua nomina ed
    affermano che essa “non ci può tuttavia tranquillizzare e
    soddisfare né nel merito della scelta” né ancor più nel metodo,
  4. Il prof. Massimo Galli, Ordinario di malattie infettive alla Statale di
    Milano, nella trasmissione Agorà, a proposito della sua nomina ha
    dichiarato: “L’impressione è che in Italia, anche in una situazione
    così drammatica, per determinate posizioni, non si chiama sulla
    base della competenza e della reale preparazione ma si chiamano
    gli amici degli amici”.
    Il prof. Pino Nisticò, farmacologo di fama internazionale, a
    seguito della sua nomina si è rivolto al Presidente delle Repubblica ed
    ha affermato: “Ora, purtroppo, abbiamo toccato il fondo: da
    Cotticelli a Zuccatelli! Si tratta di persone che ignorano le basi
    più elementari della medicina o, nel caso di Zuccatelli, restano
    sordi ai bisogni della gente. Quest’ultimo inoltre, si è rivelato
    arrogante e incapace di ascoltare il parere dei docenti
    universitari, rendendosi così responsabile della gravità di non
    aver realizzato uno “Spallanzani” del Sud”.
    Il prof. Valerio Donato, ordinario di diritto privato, in relazione alla
    sua nuova nomina e richiamando l’attività già svolta in Calabria, si è
    rivolto al Presidente del Consiglio Conte, affermando: “I social media
    impazzano in questo momento, con la [ri]pubblicazione di
    interviste e interventi [rimasti famosi] del dott. Zuccatelli. Il
    riferimento non è tanto ad una occasione nella quale il
    Commissario Zuccatelli ha dichiarato la inutilità della
    mascherina per la lotta al Covid. Il ricordo è piuttosto legato ad
    una intervista, resa alla Rai, sulla organizzazione dei posti Covid
    nella c.d. Fase 1, nella sua qualità di Commissario della Azienda
    di Cosenza. Come il Commissario Cotticelli, il Commissario
    Zuccatelli ha ignorato, in questa occasione, gli atti dallo stesso
    sottoscritti, con i quali aveva indicato alla Regione le strutture
    sanitarie [Ospedale di Castrovillari] dedicate al Covid; e
    soprattutto ha lasciato al loro triste destino tali strutture c.d.
    Covid.”.
  5. Nell’escalation di reazioni negative alla sua nomina, si colloca il sit-in
    di protesta che i sindaci calabresi realizzeranno il prossimo 19
    novembre dinanzi a Palazzo Chigi.
  6. Nel Governo la sua nomina non è più gradita. La Sottosegretaria
    alla Salute, Sandra Zampa in una intervista televisiva dell’11
    novembre 2020, facendo riferimento a lei ha dichiarato: “penso che
    lui farebbe bene a mettere a disposizione del Governo le proprie
    dimissioni”.
  7. Il Governo non la sostiene nemmeno in Parlamento di fronte alle
    Interrogazioni a risposta immediata, poste dai deputati Cristian
    Invernizzi e Francesco Cannizzaro l’11 novembre 2020. Entrambi i
    parlamentari hanno richiamato la sua inadeguatezza al ruolo di
    Commissario per la sanità calabrese ed hanno chiesto spiegazioni al
    Governo. Il suo Amico-Ministro della Salute non si è presentato in
    aula, ed il sostituto non ha speso una solo parola in difesa
    dell’attuale nomina.
    Con un poco di buon senso, credo che quello che ho richiamato possa
    essere sufficiente alle Sue dimissione, per concludere la vicenda nel modo
    più dignitoso possibile.
    Distinti saluti.

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